Premio Cairo 2007
Dal 2000 l’editore
Urbano Cairo premia
i giovani artisti italiani.

Premio Cairo 2007- Fausto Gilberti
Al premio Cairo vince il disegno

Premio Cairo 2007  - Fausto Gilberti

Trionfo della morte (particolare), 2007, grafite su carta, pezzi, cm 33x48 l’uno

scarica il catalogo

Fausto Gilberti (Brescia 1970) Racconta un mondo in bianco e nero. Ironici e graffianti, i protagonisti dei suoi dipinti e dei suoi lavori d’animazione sono omini stilizzati caratterizzati da pochi tratti distintivi. Ripetuti infinite volte, tra humour e cronaca, evocano con ironia gli aspetti più devastanti del reale, la follia, gli impulsi strani, le deviazioni, senza mai ricorrere all’effetto shock.

Nelle otto edizioni che hanno segnato la storia del Premio Cairo, la figurazione ha cambiato faccia, tecniche, anima. Negli studi degli artisti di tutta la penisola è cresciuta, si è arricchita e rigenerata dal ceppo comune della contaminazione. La pittura, nutrendosi di tutto ciò che gli altri linguaggi erano in grado di offrirle, ha raccolto temi, modi e suggestioni dal fumetto, dalla televisione, dalla pubblicità, da internet.

Ha spezzato i fili col passato per poi riannodarli, cercando nei maestri stimoli e suggerimenti per il rinnovamento. E se la fotografia ha incontrato il digitale, nei suoi contenuti ha recuperato i simboli provenienti dalle radici più antiche. Anche la scultura ha aperto all’ibridazione e si avvale spesso degli strumenti e dei codici linguistici dei nuovi media.

Le opere degli artisti selezionati dalla redazione di Arte per l’8° Premio Cairo sono lo specchio di questo fenomeno. Vania Comoretti privilegia le tecniche classiche e il racconto intimo del ritratto iperrealista, mentre Chiara Pirito ricorre alla tecnologia digitale per scovare lo straordinario di situazioni ordinarie. Con intenti, tecniche ed esiti diversi, Maddalena Ambrosio, Vanni Cuoghi e Fausto Gilberti attingono dalla cultura popolare del fumetto, dell’illustrazione e della pubblicità. Eric Serafini scava con pennellate vibranti nell’immediatezza di un’istantanea, mentre il teatro dei Fratelli Càlgaro sposa trash e surreale per frugare nelle paure inconsce.

Il paesaggio si arricchisce di nuovi registri che stimolano alla riflessione. C’è chi ricerca l’ambiente naturale per la sua funzione consolatoria o come specchio dell’anima (Claus Vittur, Andrea Mariconti) e chi invece ne svela ambiguità e stranezze (William Marc Zanghi). C’è chi descrive un ambiente urbano di degrado (Simone Bergantini) e chi riflette sul rapporto con luoghi sempre più artificiali (Gian Paolo Tomasi). C’è chi inscena un dialogo tra uomo e natura (Davide Rivalta), chi si rifugia nella dimensione onirica (Francesco Sena) e chi in scenari fantascientifici (Daniele Girardi). Spazi architettonici di forte suggestione sono indagati con una pittura espressionista (Tommaso Ottieri) e col rigore della fotografia (Carlo Valsecchi). Carla Mattii inventa nuove, raffinatissime specie botaniche, Giuseppe Restano esalta geometrie e sinuosità delle piante, Francesco Pignatelli isola un frammento di natura giocando sulla sua valenza simbolica.

Approcci e consapevolezze comuni che danno forza e continuità a un percorso di una generazione di artisti cresciuta con la vocazione al racconto intimo e alla figurazione.

LICIA SPAGNESI

scarica il catalogo

  FINE