Il fine ultimo della creazione
Tim Willocks


Novità 2010
Prezzo:
€ 18,50
Editore: Cairo Editore
Collana: Scrittori Stranieri
Pagine: 464
ISBN/EAN: 978-88-6052-271-9

in breve
Texas, carcere di massima sicurezza di Green River. Duemilacinquecento detenuti rinchiusi in una gabbia di acciaio, granito e vetro, illuminata giorno e notte da una luce crudele. Una perfetta macchina punitiva che mette a nudo il colpevole in ogni momento della sua vita, facendo leva sulle sue fantasie paranoidi. Una concezione razionalista che dovrebbe garantire il funzionamento del potere, ma che non regge la prova dei fatti. Per questo, il direttore Hobbes decide nella sua coerente follia che è giunto il tempo di restituire la prigione ai suoi immondi abitanti, i quali, lasciati a se stessi, ristabiliranno una loro primaria morale.

Ray Klein, medico condannato ingiustamente per lo stupro della fidanzata, da tre anni vive a Green River. È riuscito a sopravvivere alla violenza del penitenziario rimanendo fedele al motto: «Non sono cazzi tuoi». Poche parole scritte sullo specchio che rimanda la sua immagine ogni mattina. Da non dimenticare mai. Ed è riuscito a non impazzire lavorando nell’infermeria a fianco della psicologa Juliette Devlin.

Ma il giorno in cui Klein ottiene la libertà vigilata, l’inferno di Green River prende fuoco. Il farneticante disegno del direttore sfocia in una rivolta di inaudita ferocia: assassini, rapinatori, stupratori bianchi scendono in guerra contro assassini, rapinatori, stupratori neri e latinos. Una lotta tribale di tutti contro tutti in nome della distruzione. Klein può rintanarsi nella sua cella e aspettare che l’apocalisse si consumi. Oppure può attraversare il campo di battaglia per soccorrere i suoi malati di Aids, rimasti intrappolati nell’infermeria insieme alla dottoressa Devlin, la donna che ha scoperto di amare.

Ex psichiatra inglese esperto in medicina delle tossicodipendenze, Willocks è bravo a scandagliare le abiezioni dell’umano, a declinarne le pulsioni indicibili. Sceneggiatore e produttore cinematografico – che prima di scrivere il libro non aveva mai messo piede in Texas né in prigione – ha saputo creare un thriller carcerario dal ritmo intenso e forsennato. Un romanzo che è già un classico, un autore che è già culto.

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