venerdì 21 settembre ore 17
Palazzo della Camera di Commercio, Sala Convegni, corso Vittorio Emanuele II 47, Pordenone

sabato 22 settembre ore 16.30
Piazza Chiossi, Domodossola


Carlo Corsi
Catalogo generale delle opere (primo volume)

a cura di Claudio Spadoni

Novità 2010
Prezzo:
€ 120,00
Editore: Editoriale Giorgio Mondadori
Collana: Artisti
Pagine: 544
ISBN/EAN: 978 88 6052 261 0

in breve
Carlo Corsi nasce nel 1879 a Nizza e cresce a Bologna, in un ambiente di musicisti e cantanti. Si trasferisce a Torino nel 1902, dove compie interamente gli studi accademici. Nel 1907 si reca in Olanda e resta impressionato in modo indelebile dai luoghi e dagli inconfondibili crepuscoli. Dopo altre esperienze all’estero e dopo la pausa dovuta alla Prima Guerra Mondiale rientra in Italia, dove la sua consacrazione come pittore avviene nel 1924 con l’invito ufficiale alla Biennale. Dal 1926 viene però dimenticato dalla critica ufficiale per oltre un ventennio sino agli anni Cinquanta, quando viene invitato di nuovo a Venezia. Complessivamente Corsi ha partecipato a 11 Biennali. Muore il 27 agosto del 1966.

Il primo volume del catalogo generale propone disegni, oli e tempere del maestro bolognese dal 1895 al 1966. La prima sezione è dedicata ai disegni del periodo torinese, in cui collaborava con Giacomo Grosso.

La seconda parte dell’opera è dedicata alla pittura. Gli apparati del volume tracciano il percorso completo dell’opera dell’artista.

[…] Già nel 1917 la variazione sul tema «dietro la tenda»
lo pone, d’un subito, in una posizione di punta che non fu
intesa, naturalmente, allora, e non fu intesa nemmeno dopo.
Sulla strada che, in germe, aveva brillato nel piccolo «Talismano
» di Paul Sérusier, Corsi, indipendentemente dai francesi,
e in anticipo di trent’anni sul loro post-impressionismo
astratto (quello dei Bissière e dei Manessier), senza rinunciare
all’atmosfera della verità, a nessuna fibrilla di luce, a
nessun spessore sensibile, aveva genialmente intessuto il suo
tappeto, costruito la sua vetrata in un inedito incontro fra
la sensazione e la misura geometrico-intellettuale. Fu uno
scatto in anticipo sui tempi, tanto che difficilmente avrebbe
potuto esser proseguito da Corsi stesso, nonché inteso dai
pochi che amavano la sua pittura. Ma, a ripensarlo, non
sorprende certo che Corsi nell’ultimo dopoguerra abbia
poi creduto nell’astrazione diretta, ma sempre in modo così
umano, così pregno di vita, in quei suoi bellissimi collages
che hanno fatto corpo sempre più, negli anni, col resto della
sua opera.

Francesco Arcangeli, 1970

Oltre 140 immagini in bianco e nero a corredo degli apparati                

Oltre 500 immagini a colori che documentano l’opera pittorica
del grande maestro bolognese