martedì 25 settembre ore 19.30
Libreria Tasso, Sala Convegni, piazza Angelina Lauro, Sorrento


Armando Cheri
La materia avvertita

a cura di Giovanni Faccenda

Novità aprile 2013
Prezzo:
€ 25,00
Editore: Editoriale Giorgio Mondadori
Collana: Cataloghi d'Arte
Pagine: 128
ISBN/EAN: 978-88-6052-494-2

in breve
L’intero percorso plastico di Cheri è scandito da una rilevante abilità manuale, che incontra la sua massima esaltazione ogniqualvolta l’artista si trovi al cospetto di una forma da rivelare” annota Giovanni Faccenda, curatore del catalogo e della mostra che ospita lo scultore Armando Cheri nelle Gallerie del Chiostro del Bramante, a Roma, in contemporanea con la grande esposizione dedicata ai Brueghel.

Una trentina le opere in mostra, molte di più (oltre duecento) quelle presentate in catalogo nei vari materiali: legno, pietra, bronzo, ceramica. Apre il volume il testo critico di Giovanni Faccenda, seguito da una straordinaria carrellata di opere che ripercorrono la carriera dell’artista dal 1996 al 2012.

Nella parte finale, oltre alla biografia dell’artista, un’antologia critica e alcune poesie scritte dallo stesso Cheri.

Uno straordinario artista che asseconda le forme naturali del legno per creare forme uniche e meravigliose.

Un interprete della natura che, attraverso le sue opere, ci riporta ai segni di quella civiltà nuragica che rimane viva nel cuore della gente mediterranea.


ARMANDO CHERI
Nasce il 2 maggio 1962 a Sarule, piccolo paese nel cuore della Sardegna in cui trascorre la sua giovinezza. Lascia Sarule all’età di 18 anni ma, quando può, ritorna nella sua Barbagia. Inizialmente lontano dal confronto con il pubblico, un po’ per il carattere schivo e riservato tipico della gente di Barbagia, un po’ per scelta personale, decide di misurarsi con il mondo artistico solo dopo aver raggiunto consapevolezza della propria maturità stilistica e spirituale. Appare in diverse mostre personali e collettive meritando premi e riconoscimenti. Tra gli artisti con i quali ha esposto nelle varie mostre collettive ama ricordare, in particolare, Arnaldo Pomodoro, Luciano Minguzzi, Floriano Bodini, Pietro Consagra. Nel 2006, su commissione della Municipalità di Venezia, realizza il Monumento alla Pace, collocato nell’area verde di fronte a Piazzale Zendrini. Denso il valore simbolico: una luna crescente e una luna calante rimandano alle maree che regolano la città lagunare, una sfera sorretta da mani di bronzo e una colomba della pace ricordano la solidarietà tra i popoli mentre i sei buchi nella mezza luna indicano, appunto, i sestieri veneziani. Della sua produzione artistica si sono occupati scrittori, giornalisti, critici. Alcune delle sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private.