venerdì 21 settembre ore 17
Palazzo della Camera di Commercio, Sala Convegni, corso Vittorio Emanuele II 47, Pordenone

sabato 22 settembre ore 16.30
Piazza Chiossi, Domodossola


Cesare Giardini
Cuochi d’Italia e opere recenti di viaggi, viaggiatori e compagni di viaggio

a cura di Fortunato D’Amico

in libreria ad aprile 2015
Prezzo:
€ 25,00
Editore: Editoriale Giorgio Mondadori
Collana: Cataloghi d’arte
Pagine: 112
ISBN/EAN: 978-88-6052-610-6

in breve
Catalogo della mostra ospitata nei suggestivi spazi della strada sotterranea del Castello di Vigevano e volume che ben rappresenta la produzione più recente dell’artista, in articolare la serie inedita dedicata ai Cuochi d’Italia. Cesare Giardini ha come riferimento poetico il viaggio, inteso come grande contenitore della memoria e della fantasia e come grande metafora dell’esistenza.

La sua ricerca pittorica spazia dai paesaggi, visti o immaginati, ai personaggi, intesi come viaggiatori o compagni di viaggio. Una cinquantina i dipinti pubblicati, in gran parte oli, accompagnati da una trentina di disegni che fanno da corredo al testo critico di Fortunato D’Amico, curatore del catalogo. Testi in italiano e in inglese.

Il lavoro artistico di Cesare Giardini è ricco di riferimenti antropologici, sociali, di moda e di folclore; una documentazione necessaria a orientare il nostro futuro a partire dal nostro DNA reale e non quello alterato nelle provette dei laboratori chimici.
Fortunato D’Amico
Un catalogo che rende merito a un magnifico interprete del lirismo popolare e dell’illustrazione narrativa.

I 50 dipinti e i 30 disegni pubblicati introducono alla lettura di un artista che incanta evocando ricordi di un passato vissuto o solo immaginato.


CESARE GIARDINI
Nato a Vigevano nel 1948, dopo studi artistici frequenta i corsi liberi di pittura, nudo e storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Le sue prime mostre risalgono agli anni Settanta. Nei primi anni Novanta si trasferisce a Sorrento, dove rimane per un lungo periodo e dove dedica una lunga ricerca alla pittura informale con riferimenti all’astrattismo lirico, studiando il rapporto tra la musica, il colore e il segno. La sua indole lo porta, però, a tornare alla pittura figurativa e di racconto. Ha esposto, oltre che nella sua amata Vigevano, a Milano, Roma, Napoli, Albissola, Venezia, Cortina d’Ampezzo, Trapani e in varie altre città italiane, oltre che a New York nel 2003. La sua tavolozza è composta dalla percezione poetica di tre paesaggi emozionali che si mescolano e sovrappongono: la pianura delle sue radici con le risaie e le nebbie, la Valle d’Aosta con le sue luci terse e la solarità del Mediterraneo.