Catalogo Generale delle Opere di Nino Tirinnanzi
Primo Volume

a cura di Giovanni Faccenda

Prezzo:
€ 90,00
Editore: Cairo Editore
Collana: Artisti
Pagine: 288
ISBN/EAN: 978-88-6052-616-8

in breve
Con la pubblicazione del primo volume del Catalogo Generale delle Opere di Nino Tirinnanzi prosegue l’attività di valorizzazione dell’intero percorso espressivo compiuto da questo protagonista della pittura italiana del Novecento. I convegni istituzionali, le mostre pubbliche tenutesi in alcune fra le più prestigiose sedi espositive del nostro Paese hanno contribuito a risvegliare l’interesse del pubblico e della critica intorno alla figura di un pittore e disegnatore versatile quanto pochissimi altri. Il lungo e certosino lavoro propedeutico al Catalogo ha consentito di ritrovare molti capolavori fino a poco tempo fa di ignota collocazione e, al contempo, numerosi, interessantissimi inediti, per un totale di 563 dipinti pubblicati all’interno del volume. Introduzione critica di Giovanni Faccenda.

“... realizzo di non aver detto che il minimo indispensabile sulla rarefatta ricercatezza dei suoi ritratti e delle sue nature morte, dei paesaggi, dei vicoli, delle misteriose strade che piegano sempre verso una curva, dietro la quale, sovente, un gruppo di ragazzi gioca spensierato. Forse il Tirinnanzi più noto. Quello delle beatitudini del paesaggio toscano, ma anche dell’infinito fascino dell’Oriente. Il pittore che non si è fermato a Rosai. E neppure a Firenze.”
Giovanni Faccenda

Un pittore e disegnatore versatile, dotato di un talento adamantino.

Oltre 550 opere pubblicate: ritratti, nature morte, paesaggi, vicoli, strade, figure...

NINO TIRINNANZI
Nasce a Greve in Chianti nel 1923. Frequenta l’Istituto d’Arte di Firenze sino all’ottobre del 1936, anno in cui diventa allievo di Ottone Rosai. Insieme a lui conosce scrittori e intellettuali de “Le Giubbe Rosse”, tra cui Gadda e Montale. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale viene chiamato alle armi e inviato a Rodi. Dopo una lunga fuga si ferma in Egitto, dove riprende a dipingere prima di rimpatriare nel 1946. Da allora raccoglie consensi ininterrotti ed è invitato alle più importanti rassegne pubbliche italiane del secondo Novecento, come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Fra gli anni Sessanta e i primi Settanta vive a Roma, dove frequenta pittori ed intellettuali al “Caffè Greco”, tra cui Pasolini. Importanti raccolte pubbliche e private, in Italia e all’estero, ospitano le sue opere. Tirinnanzi muore a Greve in Chianti il 9 dicembre 2002.