venerdì 21 settembre ore 17
Palazzo della Camera di Commercio, Sala Convegni, corso Vittorio Emanuele II 47, Pordenone

sabato 22 settembre ore 16.30
Piazza Chiossi, Domodossola


Il rumore dell’acqua
Sanjay Bahadur


Novità
Prezzo:
€ 15,00
Editore: Cairo Editore
Collana: Scrittori stranieri
Pagine: 240
ISBN/EAN: 9788860522214

in breve
India, oggi. Raimoti avrebbe voluto fare il musicista. Invece, per pagare gli studi al fratello Madho, ha passato la vita scavando cunicoli nelle miniere di carbone, come suo padre e il padre di suo padre prima di lui. Ha inanellato i suoi giorni nel ventre della terra con le orecchie tese al Rumore dell’Acqua, nella speranza di non sentire mai il suono fatale, il lieve gocciolio che prelude all’inondazione. Perché Raimoti sa che la morte d’acqua è come una Bestia feroce pronta a balzare sulla sua preda. Come sa che quel lago sotterraneo, tenuto a bada da pareti troppo sottili, è vicino, molto vicino al punto in cui la sua squadra ogni giorno strappa alla terra la sua «libbra di carne». Quando il Rumore si farà sentire, lui sarà l’unico a saperlo interpretare.

Infatti quando là sotto qualcosa cede e le gallerie si allagano, Raimoti è il primo a rendersene conto, e a tentare con tutto se stesso di trarre in salvo il suo piccolo drappello di reietti di cui nessuno si cura là fuori, lassù. Dove nel frattempo funzionari, burocrati, poliziotti, dirigenti, politici di piccolo cabotaggio si rimbalzano le responsabilità dell’incidente in un annoiato gioco delle parti. Da questa schiera di indifferenti si fa avanti solo l’ingegnere Bibhash Mukherjee che, in un gesto sconsideratamente coraggioso o solo egoista, va incontro al suo destino. E intanto là fuori, lassù, c’è chi seppellisce i suoi morti ancora prima che siano morti, soppesando con minuzia da contabile quanto si potrà ricavare dalla grave perdita.

Nel suo esordio letterario, Sanjay Bahadur – già alto funzionario del ministero indiano per il Carbone – crea una narrazione che trascende il romanzo sociale, per parlare il linguaggio universale dei momenti estremi dell’esistenza. Così le parole di Raimoti al suo ultimo compagno sono un canto alla spiritualità di ogni luogo e tempo. Così il rumore dell’acqua, le nere viscere della miniera assurgono a potente personificazione della Paura. Paura della morte, ma soprattutto della vita che non trova più un senso.