venerdì 20 ottobre ore 18
Casa del Libro Mascali, via Maestranza 20, Siracusa


Prigioniera
Clara Rojas


Novita'
Prezzo:
€ 15,00 euro
Editore: Cairo Editore
Collana: Storie
Pagine: 240
ISBN/EAN: 978-88-6052-250-4

in breve
Le pagine in cui Clara Rojas ricostruisce il proprio sequestro da parte delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) e la sua prigionia di sei anni nella foresta tropicale sono un susseguirsi di emozioni e di forti sentimenti, su cui dominano l’amore da «tigre furiosa» per il figlio Emmanuel e la fede nella giustizia finale.

Sei anni di marce sfiancanti, portandosi sulle spalle un pesante equipaggiamento militare, con il rischio di finire sotto il tiro incrociato di guerriglieri e di soldati dell’esercito regolare; senza contare i pericoli rappresentati da bestie feroci, inondazioni improvvise o malattie tropicali. Sei anni di mancanza di sole, perché il folto della selva è buio anche di giorno. Sei anni sull’orlo della follia, perché la foresta non è soltanto carcere e lotta senza pause: è anche chiusura in se stessi, orrore, disperazione che diventa incapacità di sopportare il compagno incatenato insieme a te. È insomma, come diceva Conrad, incontro col cuore di tenebra del mondo.

Intorno a Clara Rojas, un coro di personaggi estremi: guerriglieri addestrati alla guerra fin da bambini, donne soldato che organizzano negli accampamenti surreali saloni di bellezza, comandanti lucidi e spietati, prigionieri che danno fuori di matto. E in questa atmosfera da incubo – tentativi di fuga, punizioni in catene, segregazione in gabbie, una gravidanza e un parto cesareo in piena selva, con l’approssimativa assistenza di qualche guerrigliero con vaghe nozioni di infermieristica e di veterinaria – arriva per Clara Rojas il faticoso apprendistato della pazienza: quando un bagno nell’acqua fangosa di un fiume equatoriale, una canzone sentita per caso a una radiolina o una gavetta piena di riso e latte possono essere momenti di intensa felicità.

Un testo coinvolgente che ricostruisce da un’angolazione personalissima la tragedia di una guerra che il mondo occidentale ha per anni ignorato.