mercoledì 13 dicembre ore 18.30
Palazzo della Gran Guardia - Piano Nobile, piazza Bra' 1, Verona

venerdì 29 dicembre ore 18
Biblioteca Civica, piazza Airaldi e Durante 7, Alassio -Sv-


Norberto
Catalogo Generale delle opere - Secondo Volume (1955-2009)

Presentazione di Philippe Daverio

Prezzo:
€ 200,00
Editore: Editoriale Giorgio Mondadori
Pagine: 336
ISBN/EAN: 978-88-6052-463-8

in breve
Norberto oggi racconta un mondo che nella sostanza è stato annullato dalla velocità dei nostri movimenti. È un mondo il suo che testimonia la sicurezza esistenziale, ch’è ovviamente piena di sottili insicurezze, della vita stanziale fra le case di pietra. Lo testimonia con una bonomia sorridente e sorniona che noi oggi interpretiamo come candida ironia. Testimonia una città che viene oggi sognata con nostalgia, quella della densità abitativa e dell’armonia costruttiva. Testimonia una Italia che fu, che è stata nel frattempo compromessa dagli appetiti e dai capannoni, ma che rimane ancorata nella coscienza di tutti come richiamo d’’una epoca aurea dove la vita si svolgeva lenta e poetica, dove il barbiere teneva illuminata la sua bottega fino all’ora della cena, dove lo scorrere del tempo era lento e morbido”: tratto dalla presentazione di Philippe Daverio, il brano qui riportato ben sintetizza la poetica di un artista che ha dedicato la sua vita e la sua opera alla ricerca di una serenità che non è rassegnazione ma superamento. Un’aspirazione alla serenità dell’animo che si traduce in opere di straordinaria immediatezza, che si prestano a una lettura istintiva, priva di mediazioni intellettuali.

Oltre settecento le opere pittoriche presentate in questo secondo volume del Catalogo Generale, dai piccoli oli su tavola che ricordano per stile e soggetti un codice miniato di medievale memoria alle opere monumentali degli anni ’90, sempre a olio. Una raccolta completa che ripercorre tutta la produzione artistica di Norberto, dagli anni ’50 fino agli ultimi lavori, e presenta una carrellata di tutti i soggetti cari all’artista: i gruppi di frati, i campi di grano, le raccoglitrici di olive, le prospettive di impronta giottesca, le geometrie dei tetti, l’argento degli ulivi, la pietra grigia e rosa di torri e cattedrali. Accanto ai dipinti, completa il catalogo una selezione di lavori scultorei nei quali il legno dei vecchi tronchi d’ulivo, unito ai chiodi neri delle opere degli anni ’50 e ’60, si affianca al bronzo dei lavori più recenti. Completano il Catalogo la biografia dell’artista, a cura di Romano Petrucci; l’antologia critica, con interventi di esponenti del mondo dell’arte e della cultura, da Cesare Zavattini a Michelangelo Antonioni, da Paolo Levi a Vittorio Sgarbi a Giovanni Faccenda; infine l’elenco delle principali mostre, la bibliografia essenziale e l’indice delle opere.

La raccolta completa della produzione artistica di Norberto, dagli anni ’50 al 2009.

Oltre settecento opere pittoriche e un’accurata selezione delle opere plastiche.

Un artista che sembra forgiato nelle botteghe medievali dei grandi maestri umbri e toscani.


NORBERTO PROIETTI
Nato a Spello (PG) nel 1927, Norberto Proietti ha trascorso nella cittadina umbra gran parte della sua vita sino alla morte, avvenuta nel 2009. La scelta artistica non è stata per lui immediata a causa delle difficoltà economiche che lo portano prima a Roma e poi a Bergamo, ad affiancare l’attività dello zio sarto. È solo nel 1951, con il ritorno a Spello, che improvvisamente l’arte entra nella sua vita come un “uragano” silenzioso e da distrazione amatoriale si trasforma in esigenza vitale. Dal 1961 si dedica esclusivamente alla pittura, riscuotendo rapidamente notevoli riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra il 1967 e il 1974 è una presenza fissa del Festival dei Due Mondi di Spoleto, che gli consente di inserire la sua produzione nelle tendenze dell’arte naïf. Ed è proprio un grande promotore dell’arte naïf come Cesare Zavattini, suo convinto estimatore, a fargli attribuire nel 1971 il Premio Suzzara. Da allora il percorso artistico di Norberto ha conosciuto una continua e coerente maturazione che lo ha portato dal “primitivismo espressionista” dei primi anni della sua carriera a un “primitivismo classicista” più sottomesso alla forte disciplina della forma. L’artista si è spento a Spello il 9 agosto del 2009.