sabato 18 novembre ore 16.00
Museo del Novecento Via Marconi, 1- Milano

sabato 18 novembre ore 18.30
Istituto dei Ciechi – Sala Barozzi, via Vivaio 7, Milano


Armodio - La dimora delle verità silenti

A cura di Daniela Brignone e Giovanni Faccenda

Prezzo:
€ 25,00
Editore: Editoriale Giorgio Mondadori
Collana: Cataloghi d’arte
Pagine: 112
ISBN/EAN: 978-88-6052-466-9

in breve
Giovanni Faccenda, cocuratore del catalogo della Mostra Armodio La dimora delle verità silenti tenutasi a Palermo dal 14 settembre al 5 ottobre 2012, nel suo testo critico definisce Armodio “un pittore impareggiabile, in grado di offrirci, a ogni attesa occasione, la percezione limpida di una realtà psichica abitata da entità mutevoli e silenti: oracoli invisibili che lui soltanto sa dove incontrare le rarissime volte in cui un pertugio mentale dischiude la soglia della più attraente e misteriosa dimora metafisica.” E la mostra di Palazzo dei Normanni, a Palermo, non è che la conferma delle parole del critico. Una sessantina le opere selezionate dai curatori per l’evento nella prestigiosa sede palermitana; meglio dire, anzi, che nel catalogo e nella mostra si alternano una ventina di soggetti che Armodio interpreta ogni volta con tre modalità diverse per tecniche e materiali, dalla matita alla tempera, dalla carta alla tavola.

Testi di Cristina Acidini, Daniela Brignone, Giovanni Faccenda, Stefano Zecchi con schede di Giulia Leporatti.

“L’elemento trasgressivo nel contesto è il tocco conclusivo dell’originale realismo magico di Armodio”.
Stefano Zecchi

“Una personalità culturale complessa, impegnata in percorsi interni di cui la pittura e la grafica sono riflessi indiretti e pieni di allusioni eleganti”.
Cristina Acidini

ARMODIO
All’anagrafe Vilmore Schenardi, l’artista piacentino nasce il 4 ottobre 1938 e già da piccolo è affascinato dal disegno. A 13 anni incontra Luciano Spazzali, una delle prime persone che incoraggia attivamente la sua passione invitandolo in un piccolo laboratorio di artisti locali dove incontrerà Gustavo Foppiani, che diverrà per Armodio importante promotore e caro amico. Grazie all’interessamento di Foppiani, nel 1964 Armodio espone alla galleria Obelisco di Roma, dove conosce Lily Shepley, che aprirà il mercato dell’artista negli Stati Uniti. Nel 1969 si reca a Londra, dove viene a contatto con la pittura indiana, persiana e giapponese, nel 1972 espone a Bruxelles. La fama di Armodio lievita e, dopo un lungo soggiorno a Parigi, l’artista torna in Italia e nella sua Piacenza, dove vive e lavora.