Armodio - catalogo generale delle opere - 2° volume
Armodio - catalogo generale delle opere - 2° volume
Il secondo volume del Catalogo Generale delle Opere di Armodio raccoglie e presenta circa 300 opere, di cui 170 tempere su tavola realizzate tra il 1960 e il 2025, e 130 tecniche miste e matite su carta realizzate tra il 1959 e il 2022. I soggetti, che inizialmente guardavano ai maestri Spazzali e Foppiani, hanno gradualmente acquisito autonoma personalità e la figura umana, nei primi anni ricorrente e spesso deformata nei tratti dei visi e nelle posture, ha quasi del tutto lasciato il campo a libri, caffettiere, scarpe e altri soggetti a cui l’artista conferisce una vita propria. In apertura il testo critico introduttivo di Silvia Bonomini, curatrice del volume. Completa il volume la sezione degli apparati, che comprende la ricca bibliografia, le principali esposizioni e una piccola galleria fotografica. Coordinamento editoriale a cura della galleria Orler TV.
“Le tempere di Armodio richiedono silenzio, meditazione e contemplazione: l’emozione pervade lo spettatore e trasforma la vista in sguardo, cosicché la percezione muta in comprensione. Tutta la sua arte è un movimento tellurico di simboli, allegorie, rimandi mistici che sottende un nuovo modo di fare filosofia. E Armodio – quando dipinge – è come un amanuense che passa la vita davanti ad una pagina bianca e su quella pagina traccia dei segni come mantra meditativo e pratica morale per la vita.”.
Silvia Bonomini
Oltre 300 opere pubblicate, uno spaccato significativo dell’opera di un artista senza eguali, che lo storico dell’arte Giovanni Faccenda ha definito “impareggiabile Maestro”.
Oltre 60 anni di attività raccolti in un catalogo generale che celebra un grande protagonista della pittura metafisica.
ARMODIO
Nome d’arte di Vilmore Schenardi., nasce a Piacenza nel 1938. Incontra, a soli tredici anni, il pittore Luciano Spazzali, che lo inserisce nel suo laboratorio di artisti piacentini. Conosce così Gustavo Foppiani, con il quale inizia un percorso artistico importante, segnato dalla mostra del 1964 alla galleria l’Obelisco di Roma. In questi anni incontra la collezionista americana Lily Shepley, grazie alla quale si fa notare sul mercato statunitense. Nel 1972 il mercante Philippe Guimiot lo invita a collaborare con lui, mettendogli a disposizione la sua galleria di Bruxelles. Segue un periodo proficuo che consentirà all’artista piacentino di entrare in importanti collezioni private in Europa e negli Stati Uniti. In Italia collabora dapprima con la galleria Gian Ferrari di Milano, poi con la Braga di Piacenza, con L’Immagine di Arezzo e con la Marescalchi di Bologna. Da una quindicina d’anni l’artista è seguito in particolare dalla galleria Orler Tv. Soggetti: figure, nature morte, temi simbolici in chiave metafisica. Tecniche: tempera, olio.