GIORGIO CASATI. SINESTESIE PITTORICHE

Editoriale Giorgio Mondadori

GIORGIO CASATI. SINESTESIE PITTORICHE

Il libro conduce alla scoperta di un artista interessante e originale, che ha avuto come mentori Gillo Dorfles, Alik Cavaliere, Eugenio Gentili Tedeschi e Heinz Waibl. Casati, che oggi si ispira alle scienze e alle neuroscienze senza trascurare la filosofia e l’arte visiva, opera alla ricerca di una forma d’arte radicalmente ridotta e sintetica, che sappia espandere e coinvolgere la capacità immaginativa sia dello studioso, sia dell’osservatore comune. Ormai da decenni i suoi lavori, in particolare, quelli eseguiti dal 1988 a oggi – sull’“evoluzione” e “involuzione”, cosi come quelli sull’“endiadi” – fanno parte dell’espressione originale e unica di Casati. Ai contributi di Claudio Cerritelli, Fania Cavaliere, Ugo La Pietra, Luca Bochicchio, Corrado Gavinelli seguela sezione delle opere, con le Endiadi, i ritratti, le ceramiche e le installazioni. Traduzioni in inglese, spagnolo, francese e tedesco.

“Il nostro autore affronta molteplici universi operativi, impegnandosi a rivelare le morfologie del visibile attraverso le pratiche congiunte del dipingere, disegnare, manipolare i materiali con contaminazioni tecniche, processi grafici, allusioni plastiche e suggestioni tattili: modalità in grado di suscitare visioni sinestetiche e percezioni disseminate nel divenire del suo fervore immaginativo.”                                                                                                          Claudio Cerritelli

Un autore interessante e originale, che da oltre trent’anni si ispira alle scienze e alle neuroscienze operando alla ricerca di una forma d’arte radicalmente ridotta e sintetica.

GIORGIO CASATI
Giorgio (Gi) Casati, nato a Giussano nel 1942, si ispira alle scienze e alle neuroscienze: dai neuroni specchio all’elaborazione visiva di parti del cervello quali la corteccia visiva primaria che vengono, sperimentalmente, attivate – anche – dal tatto. È superfluo rilevare che tutto ciò cambia radicalmente l’approccio alle arti visive in quanto scienziati e umanisti sono costretti a ricercare un modo per colmare lo iato tra le loro due culture. Come ricorda Casati, le osservazioni di C.P. Snow fatte nel corso di una lezione, all’Università di Cambrige (1963), hanno dato vita ad un ampio dibattito su come colmare detto divario. L’autore ha frequentato, tra gli altri, Gillo Dorfles, Alik Cavaliere, Eugenio Gentili Tedeschi, Corrado Gavinelli, Claudio Cerritelli e Heinz Waibbl. Sui lavori di Giorgio Casati hanno scritto numerosi critici.