ROBERTO FONTIROSSI
ROBERTO FONTIROSSI
Il catalogo della mostra di Roberto Fontirossi tra il 28 febbraio e il 31 agosto 2026 alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” di Viareggio è magistralmente diviso in sezioni che ne evidenziano il percorso espositivo: Luoghi altrove, Il mestiere di vivere, Con tutti i sentimenti, Suoni e colori sono i titoli che, anche dai colori scelti per gli sfondi delle aperture dei capitoli – ispirati alla tavolozza dell’artista toscano – ci aiutano a decifrare le caratteristiche del suo percorso figurativo. Sfogliando le pagine del volume saltano all’occhio i personaggi, i paesaggi e i colori che Fontirossi sceglie per la sua personale e molto teatrale rappresentazione della realtà che lo circonda. Scorci cittadini che guardano a Cézanne, prospettive deformate, personaggi fluttuanti in cieli cerulei o tra onde marine, musicisti stralunati e dalle chiome arruffate e ritratti allegorici, tra tutti Mia madre del 2006 ispirato all’opera di Velázquez. Catalogo e mostra a cura di Massimo Bertozzi, Luca Fontirossi e Anteprima (Lucca).
“L’opera di Fontirossi, si colloca in una zona di confine tra racconto e poesia visiva, mantenendo una forte coerenza contenutistica lungo tutto l’arco della sua produzione, pur in una differenza di segno, forme e tavolozza.”
Massimo Marsili (Presidente Fondazione CRL)
La mostra affronta l’importante percorso artistico di Roberto Fontirossi, il catalogo illustrato che la correda, ne esalta la coinvolgente bellezza.
ROBERTO FONTIROSSI
Nasce a Lucca nel gennaio 1940, studia presso l’istituto d’Arte Augusto Passaglia e nel 1954 si trasferisce a Roma, dove comincia a inserirsi nell’ambiente artistico ricevendo i primi riconoscimenti dai colleghi pittori e dalla critica. Nel 1960 allestisce con successo la sua prima mostra personale, in seguito partecipa alla IX Quadriennale di Roma del 1964 e a numerosi concorsi di pittura a carattere nazionale. La scena romana decreterà anche i primi riconoscimenti di mercato e si interesseranno alla sua produzione importanti collezionisti. Negli anni romani di Fontirossi arriveranno critiche lusinghiere da parte di testate nazionali tra le quali “Il Mondo” di Pannunzio e il “Corriere della Sera”. Malgrado la scena artistica romana ne stia decretando il successo, l’artista decide di fare rientro a Lucca, evidentemente più consona alla sua personalità e alla sua ricerca figurativa. Nel 1967 tornerà a esporre nella sua città in una personale intitolata, “Sui Lucchesi e per i Lucchesi.”, tematica a cui in seguito si dedicherà. Scomparso nell’agosto del 2024, la sua opera resta una testimonianza intensa e originale del panorama artistico italiano del secondo Novecento.