Libri
Gianfranco Meggiato. Le Meraviglie Invisibili
“Gianfranco era un bambino curioso. Amava passeggiare e interrogare la natura.” Con queste parole Elisa Spinello ci introduce nel mondo incantato e creativo dello scultore Gianfranco Meggiato, ci prende per mano e ci conduce attraverso un percorso di formazione lieve come una favola, l’esplorazione del mondo da parte di un bambino che nella vita adulta diventerà uno scultore di fama internazionale. Un artista che per creare le sue opere tra arte e scienza prende spunto dalle cose comuni – come un delizioso piatto di spaghetti – dalla geometria, dal tempo, dalla natura, dalle stelle e dalla semplicità con cui un bambino inizia per gioco a modellare, ad esempio, piccoli cavalieri medievali. Le illustrazioni originali e dal tratto delicato e onirico di Daria Gemma aiutano i più piccoli e i genitori a capire come un bambino può entrare nel mondo magico dell’arte diventando artista a sua volta.
“Le cose più alte non si concedono a chi resta fermo a terra. Per vedere davvero bisogna salire, prima ancora che sugli alberi, dentro di sé.”
Elisa Spinello
Testi e illustrazioni dialogano in un volume che racconta l’avventura umana e artistica di Gianfranco Meggiato, scultore di fama internazionale.
Elisa Spinello mette in prosa questo delizioso volume, leggero come deve essere una favola di formazione. Daria Gemma con le sue originali illustrazioni ci coinvolge in questa storia che vorremmo non finisse mai.
GIANFRANCO MEGGIATO
Nasce a Venezia, dove frequenta il locale istituto statale d’Arte. A 16 anni il Comune di Venezia lo invita a esporre le sue sculture in una mostra collettiva per giovani artisti presso la Galleria Comunale Bevilacqua Masa. A partire da 1998 viene invitato a esporre in gallerie, musei e piazze di tutto il mondo. Viene invitato inoltre a esporre alla Biennale di Venezia nelle edizioni 53 e 54 nei padiglioni nazionali e a Manifesta12 a Palermo nel 2018. Dal 2017 crea grandi istallazioni a tema sociale ed educativo in significativi luoghi pubblici. Nello stesso anno gli viene conferito il prestigioso premio Icomos-Unesco “per aver magistralmente coniugato l’antico e il contemporaneo in istallazioni scultoree di grande potere evocativo e valenza estetica.”