Mauro Baio, lievi vibrazioni nel paesaggio Piane campiture intarsiate a costruire paesaggi, in una costante suggestione astratta e con qualche allusione alla pittura di David Hockney. Questa la narrazione dell’artista (trentatré anni, nato a Lecco) che ha conquistato la giuria con uno scorcio tropicale, scandito in tinte livide, come nell’imminenza di un temporale, mosso da vibrazioni liquide e dove le luci e le ombre sono rese per macchie
Mauro Baio, lievi vibrazioni nel paesaggio Piane campiture intarsiate a costruire paesaggi, in una costante suggestione astratta e con qualche allusione alla pittura di David Hockney. Questa la narrazione dell’artista (trentatré anni, nato a Lecco) che ha conquistato la giuria con uno scorcio tropicale, scandito in tinte livide, come nell’imminenza di un temporale, mosso da vibrazioni liquide e dove le luci e le ombre sono rese per macchie