È un autoritratto il volto che ci scruta con espressione allarmata, lasciandoci disorientati anche per le dimensioni più grandi del reale. Milanese, ventisei anni, l’artista non solo ci induce a incrociare e a sostenere il suo sguardo, ma ci costringe al confronto e al riconoscimento, perché la base specchiante crea una sovrapposizione tra soggetto dell’opera e fruitore. Un lavoro fotografico che all’indagine sulla vulnerabilità femminile unisce un richiamo all’attenzione verso l’altro in una società egoista e autocentrata.
È un autoritratto il volto che ci scruta con espressione allarmata, lasciandoci disorientati anche per le dimensioni più grandi del reale. Milanese, ventisei anni, l’artista non solo ci induce a incrociare e a sostenere il suo sguardo, ma ci costringe al confronto e al riconoscimento, perché la base specchiante crea una sovrapposizione tra soggetto dell’opera e fruitore. Un lavoro fotografico che all’indagine sulla vulnerabilità femminile unisce un richiamo all’attenzione verso l’altro in una società egoista e autocentrata.