Trentotto anni, originaria di Portogruaro (Venezia), l’artista abitualmente si muove dentro una pittura astratta dalle cromie accese, dipingendo su rotoli di tela senza confini definiti e lasciandosi andare alla libertà del gesto. Qui, invece, ha scelto di domare la pennellata in un segno pulito, essenziale, non lontano da certi lavori seriali di Marlene Dumas. Questi cento volti di donna simili ma mai uguali ci conducono passo dopo passo a riflettere sull’identità, sulla percezione del sé, ma anche sulle radici famigliari e soprattutto sul femminile e sui suoi ruoli, rivelandosi cento piccoli specchi in cui lo spettatore è invitato a riconoscersi.
Trentotto anni, originaria di Portogruaro (Venezia), l’artista abitualmente si muove dentro una pittura astratta dalle cromie accese, dipingendo su rotoli di tela senza confini definiti e lasciandosi andare alla libertà del gesto. Qui, invece, ha scelto di domare la pennellata in un segno pulito, essenziale, non lontano da certi lavori seriali di Marlene Dumas. Questi cento volti di donna simili ma mai uguali ci conducono passo dopo passo a riflettere sull’identità, sulla percezione del sé, ma anche sulle radici famigliari e soprattutto sul femminile e sui suoi ruoli, rivelandosi cento piccoli specchi in cui lo spettatore è invitato a riconoscersi.