Proviene dalla Street art questo trentatreenne di Carmagnola (Torino), ma la passione per la scultura classica lo ha portato verso il marmo, senza spegnere il suo guizzo dissacrante. Il teschio dalla cui bocca sgorgano fiori colpisce per la fattura raffinata, ma anche per l’abilità con cui mescola sacro e profano, antico e provocazione. E il fatto che il marmo sia di scarto, per salvaguardare le Alpi dallo sfruttamento, aggiunge valore etico.
Proviene dalla Street art questo trentatreenne di Carmagnola (Torino), ma la passione per la scultura classica lo ha portato verso il marmo, senza spegnere il suo guizzo dissacrante. Il teschio dalla cui bocca sgorgano fiori colpisce per la fattura raffinata, ma anche per l’abilità con cui mescola sacro e profano, antico e provocazione. E il fatto che il marmo sia di scarto, per salvaguardare le Alpi dallo sfruttamento, aggiunge valore etico.