Premio Arte

Federico Vecchio

Non ha ancora compiuto 18 anni, ma ha già tutte le carte in regola per fare molta strada questo allievo di Biassono (MB), che ha conquistato la giuria con l’immagine visionaria di un pianeta in un futuro possibile. Interessanti gli equilibri compositivi e i giochi squisitamente concettuali, come il cortocircuito tra l’effetto “sottovuoto” e la fioritura di margherite e l’idea che i satelliti proiettino un’ombra come oggetti appoggiati in una stanza.

Vincenzo Merola

Non è una novità l’uso del codice a barre nell’arte, perché all’evidente simbolismo unisce un’innegabile eleganza estetica. La soluzione di questo trentaseienne di Campobasso risulta particolarmente interessante per la resa e per la grande precisione nell’uso della penna a sfera colorata, strumento molto amato, di questi tempi, dall’ultima generazione degli artisti.

Golsa Golchini

Un’ottima padronanza del mezzo fotografico, una sicura eleganza nella composizione e una mano felicissima sono gli ingredienti che hanno portato l’artista alla Targa d’oro per la fotografia. Contaminando immagini fotografiche, illustrazione e street art, questa ventinovenne milanese è riuscita a confezionare un lavoro convincente, originale e stilisticamente molto efficace.

Valentina Aceto

Impostazione classica per il lavoro di questa ventiduenne nata in provincia di Asti. Scegliendo una forma naturale, ma volutamente ambigua, difficilmente classificabile, l’artista ci regala un interessante gioco di vuoti e di pieni, di luci e di ombre, grazie al quale il marmo, materiale dalle suggestioni antiche, trova una voce inedita e modernissima.

Orodè Deoro

Scelta all’apparenza fuori dagli schemi quella di premiare per la sezione scultura un lavoro a mosaico. L’idea di questo quarantunenne nato a Taranto ha convinto per la dimensione plastica dell’opera e per il gioco di sponda tra ironia e riferimenti colti. Da Egon Schiele fino al fumetto e agli esiti più dissacranti del neopop, scanditi in campiture piatte e materiche a colori vividi.

Juan Eugenio Ochoa

Ottima performance per questo trentaduenne di Milano, che con toni lievi e sussurrati è riuscito a regalare vere emozioni. La giuria è stata conquistata dalla semplicità e dalla leggerezza, ma anche dalla grande precisione di un lavoro in cui la pittura minimalista si fonde perfettamente con i Fotobilder di Gerhard Richter.

Marco Sciame

Nato a L’Aquila 46 anni fa, l’artista si muove nell’ambito delle tendenze più nuove del figurativo. La precarietà del presente e il vacillare delle certezze si traducono qui in una frammentazione della percezione. Questo interno domestico, in particolare, è interessante per l’elegante scelta cromatica, giocata sui bruni e sui gialli, e per come l’apparente caos trova un equilibrio nella scansione regolare degli spazi.

Enrico Pierotti

Lavoro notevolissimo, soprattutto se si considera che lʼautore, di Fano, ha appena compiuto ventʼanni. Non solo per il tratto deciso e la mano particolarmente felice, ma anche per la scelta – decisamente fuori dagli schemi per un ritratto e ancora di più per unʼopera a carboncino – di lavorare sulle grandi dimensioni.

Eracle Dartizio

Originario di Monza, ha venticinque anni lʼautore di questa elegante installazione dalle suggestioni orientali. Una serie di frasi personali, legate alla sua vita emotiva, trovano qui una traduzione grafica in quella che lʼartista definisce “calligrafia istintiva”. Il contrasto tra segno nero e trasparenza, così come la scelta della sequenza, creano un armonioso andamento musicale.