Premio Arte

Chiara Passalacqua

È quasi una citazione dei busti di Messerschmidt (il grande scultore tedesco del ʼ700) questa serie di immagini della ventitreenne fotografa di Manarola (La Spezia), dedicata alle smorfie e alle metamorfosi di un viso. Particolarmente interessante, oltre alla totale neutralità dello sfondo, la scelta di lasciare a vista lo stacco tra la pelle nuda e la parte ricoperta di argilla.

Franco Fissore

Vive a Villaguardia (Como) e ha cinquantasei anni lʼautore di questa scultura, un poʼ Dalí e un poʼ Jean-Michel Folon. Lʼopera ha convinto la giuria per lʼiconografia, al tempo stesso classica e originale, e per lʼesecuzione, pulita e compiuta. Interessante il contrasto tra il candore della testa e lʼoro della mela.

Fosca Boggi

Vive a Faenza e ha cinquantatré anni lʼautrice di questa felice composizione in ceramica creata con la tecnica del colaggio. La precisione millimetrica nella realizzazione denota lʼeccellente abilità e dà vita a un oggetto trompe-lʼoeil gradevolissimo sia alla vista che al tatto. Un “giocattolo” pop che non sarebbe dispiaciuto a Oldenburg né tantomeno a Jeff Koons.

Francesco Snote

Ha ventitré anni e vive a Biella lʼautore di questa serigrafia rielaborata su tela attraverso lʼuso dello spray. La scelta dellʼimmagine e il segno fortemente semplificato hanno il sapore dei graffiti metropolitani, in particolare delle eleganti contaminazioni di Banksy.

Simone Prudente

Trentasei anni, di Pordenone,lʼartista ha conquistato la giuria con il suo tratto semplice, deciso e molto narrativo, e per la sua capacità di gestire con originalità e audacia lo spazio della tela. Su uno sfondo accesissimo, praticamente monocromo, la figura decentrata del soggetto catalizza lʼattenzione generando un senso di smarrita (ancorché divertita) inquietudine.

Giuseppe Scandurra

Inusuale e interessante il lavoro concettuale di questo ventottenne dell’Accademia di Catania. È un volume di 314 pagine spesso 5 centimetri. Su ogni pagina è stampato un quadrato nero di 5 centimetri di lato: ogni pagina contiene quindi una sezione di un cubo nero.

Claudio Sorrentino

Il progetto del ventisettenne artista nasce come tesi alla Accademia di Napoli. Il tema è l’importanza del nome nella costruzione dell’identità, i soggetti sono studenti cinesi in Italia, che italianizzano il nome per ragioni pratiche.

Giuseppe Liddi

Scolpite da luci taglienti, queste nature morte di suggestione fiamminga hanno incantato la giuria. L’autore, nato nel 1951 a Villasanta (provincia di Monza e Brianza), ha ottenuto il vellutato effetto pittorico illuminando i soggetti con una torcia e stampando le immagini su carta cotone.

Marco Ambrosini

Equilibrato, ben realizzato, attraente al punto giusto, il lavoro in marmo del Belgio lucido e opaco fa parte, insieme a una frusta e a un guinzaglio dello stesso materiale, di una serie dedicata alle pratiche erotiche estreme. L’artista, quarantaquattro anni, vive a Carrara.